Realtà invivibile nella località turistica che dovrebbe essere la punta di diamante del litorale domizio. Quando si parla di Baia Domizia abbandonata non si possono, né si devono, utilizzare mezzi termini e perifrasi. Da qualche mese (per non citare episodi isolati nei mesi invernali, ma che meritano tutta la nostra attenzione) si sono intensificati e moltiplicati a macchia d’olio furti di veicoli, effrazioni, furti in abitazioni (talora reiterati più e più volte) ed episodi analoghi che vanno a minare il tranquillo soggiorno dei turisti e dei residenti nella località turistica (dati verificabili dalle denunce raccolte alla locale caserma dei carabinieri).

Le voci infondono un misto di rabbia, frustrazione e delusione dovuto ad un grido di aiuto inascoltato. Maggiore sicurezza, maggiori controlli, presenza sul territorio, pronti interventi: sono queste le richieste di chi si trova vittima di violazioni di domicilio (persino di notte mentre si sta dormendo) e di chi vuole evitare simili inconvenienti. Richieste inoltrate quotidianamente alle forze dell’ordine, primi interlocutori i quali, talora per problemi organizzativi, altre volte per mancanza di personale, altre volte ancora per un servizio di controllo del territorio non garantito per ore ed ore, si vedono costretti a rispondere “ci dispiace ma non ci sono pattuglie da poter inviare”. Resta il rammarico e la convinzione di essere lasciati soli, abbandonati.

Si cerca il responsabile e spesse volte lo si individua nelle più alte sfere dei vari Ministeri, rei di spending review che vanno a tagliare i costi della sicurezza. E dinanzi a queste gravi mancanze ci si invola verso voli retorici che parlano di turismo, benessere e vacanze. Baia Domizia, vissuta da residenti che vivono per 12 mesi l’anno nella località, resta abbandonata dallo Stato. Per 40 giorni viene sfruttata alla buona per racimolare quattrini senza progetti turistici, tra il dilagare della criminalità e sull’onda del “finché la barca va…”.

Se lo Stato abbandona Baia Domizia, perde credibilità e si arriva a considerare la criminalità come un dato fisiologico. Lo stesso Stato che forse attende un episodio di sangue, come conseguenza di un furto in abitazione, d’auto o similari episodi di violenza, per svegliarsi. Siamo abbandonati ma…noi “ve l’avevamo detto”. Bella soddisfazione (sic!).

Antonio Buonamano per Generazione Aurunca