Continuano le giornate di quarantena per l’intera Italia. Questo virus, il Covid-19, che combattiamo giorno per giorno, sta limitando la libertà di un’intera nazione.
Paradossalmente, ciò che stiamo perdendo, ossia la possibilità di vedere i nostri cari, di andare a scuola, di uscire con i nostri amici, di fare sport o andare al cinema, è l’unica arma in nostro possesso per sconfiggere il virus. Per questo, per quanto ci faccia male, abbiamo l’obbligo, non solo di legge, ma soprattutto morale di restare a casa il più possibile e di uscire solo per vera necessità.
Ciascuno di noi deve svolgere la sua parte. C’è chi, come medici, infermieri e tutto il personale ospedaliero, che è in frontiera e deve combattere quotidianamente per salvare la vita delle persone contagiate, rischiando di contagiarsi a sua volta.
Noi giovani, che stiamo passando il tempo di isolamento studiando attraverso i registri online, facendo le videochiamate con gli amici che durano ore e ore, da questa esperienza abbiamo imparato quanto sia prezioso tutto ciò che ci appare scontato, persino il potersi abbracciare!
Anche a Carano, come in altri paesi d’Italia, abbiamo voluto omaggiare la nostra nazione esibendo il tricolore fuori dalle case, cantando l’inno di Mameli e pregando sotto il sottofondo de “Il silenzio” per omaggiare le vittime di questo maledetto virus.
Abbiamo l’occasione di dimostrare di essere un’unica, grande comunità e non dobbiamo assolutamente fallire!
Matteo Verrengia – Istituto Taddeo da Sessa