Il territorio Aurunco è forse uno dei territori più ricchi dell’intera Provincia di Caserta, noto agli occhi di tutti il grande patrimonio artistico e culturale dell’intera area che va dall’antichissimo vulcano spento di Roccamonfina allo splendido Litorale Domizio caratterizzato da una florida macchia mediterranea.

Nonostante le grandi ricchezze di cui noi tutti andiamo estremamente fieri, anche per le sue caratteristiche geografiche e fisiche, il territorio è da decenni soggetto a dinamiche di grave spopolamento, in particolare nelle zone rurali e nelle aree di montagna, nonché giovani che partono in cerca di fortuna in altri territori.

Il problema che interessa queste aree, tra le quali possiamo ricordare alcune frazioni giacenti nel “belvedere del Territoriole Toraglie, è divenuto la spada di damocle che da tempo ci penzola sul capo.

Lo spopolamento delle aree marginali è una realtà allarmante che ci invita a riflettere sulle possibili soluzioni da adottare per evitare danni ancor più irreparabili. Con la perdita di abitanti le comunità locali di queste aree smarriscono la propria identità culturale, tra le quali tradizioni millenarie, i patrimoni locali si deteriorano e perdono valore e le attività economiche vengono inesorabilmente abbandonate andando d’altro canto ad aumentare il dissesto idrogeologico relativo alla mancata cura del territorio e parallelamente aumentando altri problemi di degrado ambientale.

È una sfida molto difficile ma che deve essere obbligatoriamente affrontata e condivisa.

Una soluzione potrebbe essere quella di ideare un Progetto integrato di sviluppo condiviso che contrasti il grave problema dello spopolamento adottato anche in altre realtà territoriali e che abbia come obiettivi:

  • Migliorare la mobilità verso e dentro le zone rurali in spopolamento;
  • Realizzare servizi socio-sanitari anche con strutture mobili;
  • Realizzare laboratori artistici e culturali per i giovani, in collegamento con gli Istituti d’Arte quale quello di Cascano, Liceo Musicale, Liceo Tecnico per il turismo e che comprendano anche attività estive di stage;
  • Recuperare e riqualificare gli edifici, gli spazi pubblici e le reti di servizio;
  • Attrarre nuove iniziative imprenditoriali compatibili con le specificità locali;
  • Promuovere e attivare pacchetto di localizzazione per attrarre una popolazione nuova;
  • Sostenere condizioni di lavoro flessibile, soprattutto per le giovani, anche attraverso l’ideazione di associazioni impegnate nel settore;
  • Disporre incentivi finanziari, “premi di insediamento” ed agevolazioni fiscali a favore di coloro che trasferiscono la residenza e/o la sede di lavoro, pongono in essere interventi di recupero del patrimonio abitativo, ovvero avviino un’attività economica, nei piccoli centri;
  • Sostenere l’utilizzo delle energie rinnovabili attraverso il finanziamento di impianti ad energia solare (pannelli solari per le case sparse);
  • Promuovere il turismo attraverso la messa a punto di itinerari di turismo ecologico, culturale ed enogastronomico per aree omogenee.

Un progetto molto ambizioso che ci invita a riflettere sulle diverse azioni di risanamento che possono essere effettuate per scongiurare danni ancor più gravi.

Una sfida che va affrontata per lo sviluppo dell’intera area e che comporti la riduzione dei fattori di spopolamento della popolazione residente ed un potenziamento dei fattori di attrazione demografici e per le nuove attività commerciali.

Domenico Granata per Generazione Aurunca