Il sistema di gestione del servizio rifiuti in regione Campania ha previsto l’individuazione degli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti, la disciplina dell’organizzazione e svolgimento del servizio attraverso l’individuazione e la regolamentazione degli Enti d’Ambito (EdA) quali enti di governo d’ambito. L’Ambito Territoriale Ottimale è la dimensione territoriale per lo svolgimento da parte dei Comuni in forma obbligatoriamente associata, delle funzioni relative alla gestione dei rifiuti urbani; uno dei 7 Ambiti coincide con l’intero territorio della provincia di Caserta. L’EdA è il soggetto di governo di ciascun ATO, dotato di personalità giuridica di diritto pubblico, di autonomia organizzativa, amministrativa e contabile e di un proprio patrimonio. Le competenze dell’Ente sono relative alla predisposizione, adozione, approvazione ed aggiornamento del Piano d’Ambito; ripartizione, se necessario al perseguimento di economie di scala e di efficienza del servizio, del territorio dell’ATO in Sub Ambiti Distrettuali; individuazione del soggetto gestore del servizio di gestione integrata dei rifiuti all’interno dell’ATO o di ciascun Sub Ambito Distrettuale e affidamento del servizio; determinazione della tariffa d’ambito o di ciascun Sub Ambito distrettuale, individuando per ogni Comune la misura della tariffa dovuta, tenuto conto dei servizi d’ambito resi, della specifica organizzazione del servizio, delle azioni virtuose, delle politiche di prevenzione, riutilizzo, delle percentuali di raccolta differenziata nonché della qualità della raccolta.

Il Piano d’Ambito territoriale, costituisce lo strumento per il governo delle attività di gestione necessarie per lo svolgimento del servizio di gestione integrata dei rifiuti; ha durata decennale se non diversamente stabilito e prevede: le modalità organizzative e gestionali del servizio integrato; i programmi d’investimento per gli adeguamenti ed ammodernamenti tecnologici dell’impiantistica esistente o di nuova realizzazione; l’eventuale articolazione dell’ATO in Sub Ambiti Distrettuali, anche con riferimento a singoli segmenti funzionali del ciclo; le modalità organizzative per il raggiungimento degli obiettivi di riduzione dei rifiuti, di preparazione per il riutilizzo e di raccolta differenziata e di effettivo riciclo in ogni singolo Comune, al fine di conseguire gli obiettivi previsti dalla programmazione regionale nell’intero territorio di competenza; i corrispettivi dei servizi riferiti ai diversi segmenti della gestione integrata dei rifiuti; gli studi di fattibilità degli impianti previsti per soddisfare i fabbisogni di trattamento e smaltimento; l’individuazione delle aree dove localizzare gli impianti di recupero e smaltimento dei rifiuti urbani. Prevede inoltre: l’obbligo per le utenze domestiche di conferire i rifiuti in modo differenziato, individuando gli interventi in materia di formazione, informazione, vigilanza e sanzioni per i cittadini, da riferire anche alle utenze non domestiche e a tutti gli uffici pubblici; la realizzazione, nei Comuni con popolazione superiore a cinquemila abitanti, di almeno una stazione ecologica attrezzata per il deposito temporaneo delle frazioni differenziate dei rifiuti solidi urbani.
Il Piano d’ambito è articolato nelle seguenti sezioni:
a) ricognizione delle infrastrutture, compresi gli impianti e le altre dotazioni patrimoniali di proprietà degli enti locali da conferire in comodato ai soggetti affidatari;
b) ricognizione delle risorse umane e dei soggetti impegnati nella gestione dei rifiuti nei territori di competenza;
c) programma degli interventi in coerenza con le previsioni del Piano regionale di gestione del ciclo integrato dei rifiuti;
d) modello gestionale ed organizzativo;
e) piano economico finanziario, comprensivo della tariffa del servizio articolata per ciascun Comune dell’ambito nel rispetto di parametri definiti dall’EdA, tra cui la percentuale di raccolta differenziata;
f) piano d’impatto occupazionale.

Si prevede che il Piano d’ambito sia adottato dal Consiglio d’Ambito su proposta del direttore generale, entro 60 giorni dalla costituzione degli organi di governo dell’EdA e pubblicato sul sito istituzionale dell’ente. Entro 30 giorni dalla data di pubblicazione del piano adottato, i soggetti portatori di interesse formulano proposte ed osservazioni. Entro i successivi 30 giorni dalla scadenza del termine di presentazione di proposte ed osservazioni, il Consiglio di Ambito deduce sulle stesse ed approva il Piano. Il Piano approvato è trasmesso alla Regione Campania. Decorso il termine di 30 giorni dalla trasmissione, se la Regione non ha espresso valutazione di non conformità del Piano d’ambito al vigente Piano regionale dei rifiuti, il Piano è esecutivo con determina di presa d’atto del direttore generale pubblicata sul sito istituzionale dell’EdA. Il Piano d’ambito persegue il pieno rispetto del principio dell’autosufficienza nella gestione del ciclo. Le previsioni contenute nel Piano d’ambito sono vincolanti per i Comuni e gli altri enti pubblici nonché per i concessionari o affidatari dei servizi pubblici e per i soggetti privati. In particolare i Comuni, nell’ambito delle rispettive competenze, conformano i propri atti ed ordinamenti ai contenuti del Piano d’ambito per la gestione integrata dei rifiuti. Il Piano d’Ambito è lo strumento di programmazione attraverso il quale le linee strategiche Regionali vengono tradotte in un complesso di interventi che garantiscano la sostenibilità economico-finanziaria del servizio di gestione dei rifiuti urbani ed assimilati nel territorio dell’Ambito Territoriale Ottimale. Il processo di pianificazione può essere suddiviso in cinque fasi distinte che prendono le mosse da un inquadramento concernente la dettagliata caratterizzazione del contesto territoriale, con riferimento all’analisi delle variabili di carattere socio-economico di interesse per la pianificazione, in quanto impattanti, ad esempio, sulla produzione dei rifiuti o sulla distribuzione degli stessi sul territorio. Tale rappresentazione è il presupposto indispensabile per una corretta lettura dei parametri tecnico-gestionali dei servizi esistenti e per una successiva individuazione di strategie di intervento mirate.

L’Ente D’Ambito per tutti i comuni della Provincia di Caserta ha sede provvisoria presso il Comune di Marcianise; presieduto da Antonello Velardi, sindaco di Marcianise ed è costituito da 18 consiglieri. Nel mese di giugno 2017 ha avviato la procedura per la nomina del Direttore Generale dell’EDA, approvando l’interpello rivolto ai dipendenti dei Comuni compresi nell’ATO Caserta. L’esito dell’interpello è stato nullo, non sono state riscontrate figure professionali che possano ricoprire il ruolo tra i 3 partecipanti. Ad ottobre, pertanto, si è stabilito di procedere all’individuazione del Direttore Generale mediante avviso pubblico, scaduto il 30 dicembre 2017.

Allegato DGR n. 796 del 19.12.2017 Adempimenti attuativi Approvazione Linee Guida per l’elaborazione dei Piani d’Ambito

Mario Nardella per Generazione Aurunca