Anche quest’anno, il tradizionale novenario in onore di Maria SS. Avvocata del popolo volge al termine. In questi giorni di fede e devozione, la storica cattedrale suessana è stata scenario e luogo di raccolta del popolo fedele che, con immutata stima verso la storica protettrice, ogni sera ha intonato l’antico “Ave Maris Stella” davanti alla preziosa pala del grande Cardisco. Trasversalità tra le generazioni, questo è quello che subito appare nella basilica nei giorni del novenario; una tradizione storica, sentita nel profondo, insegnata dai genitori ai propri figli. All’ intercessione della Vergine vengono attribuiti eventi salvifici e miracolosi a favore della città di Sessa, come, ad esempio, la liberazione dai Saraceni, dai Turchi nei 1512, oppure l’incolumità dai terremoti del  1688 e del 1702, la salvezza dal colera del 1836 e del 1868 e tanto altro ancora…

Ad animare la preghiera in questi nove giorni di fede, ci sono stati vari gruppi religiosi della città, tra cui le sei confraternite. Questa sera alle 17:30 con la recita del Rosario inizierà l’ultimo giorno di novena e domani mattina alle 5:30 la tradizionale Messa presieduta dal Vescovo, Mons. Piazza, al termine della quale ogni sessano rispettoso della tradizione si recherà da parenti ed amici per gustare un buon bicchiere di caldo cioccolato, scambiando auguri e sorrisi ripetendo il motto che da decenni riecheggia per i vicoli cittadini: “Pe cient anni”. E’ bello ricordare, in questo piccolo excursus, le parole di un ex Vescovo di Sessa Aurunca, pastore a tutti molto caro, Mons. Raffaele Nogaro (ora Vescovo emerito di Caserta).  Così scriveva nel 1989:

«Cuore dell’antica e misteriosa terra Aurunca è Sessa, che si restringe su spazi gelosamente privati, a contemplare le sue vestigie d’arte e di storia.

Distesa su morbide colline, a specchio d’un mare pieno d’azzurro, svolge lo spinta collettivo della sua gente, che sembra fervida ed è pensosa, sembra indocile ed è fedele.

La sua civiltà remota è ripercorsa da profonde e impazienti spinte innovatrici. Sessa ha il “sentimento” della città. È un nucleo urbano, che non si è disperso, che non si è illanguidito.

Ha ancora la consapevolezza e l’orgoglio di possedere un destino particolare. Nutre la capacità di elaborare modelli di giudizio e di costume inconfondibili.

È però, alla ricerca di una nuova imprenditorialità morale.

Le grandi tensioni ideali di un popolo non si rinnovano per fatti occasionali o per avvenimenti fortuiti, ma per presenze vive di inesauribile potere profetico.

La Madonna, Madre del popolo, è, per Sessa, questa presenza pregnante.

È l’anima stessa della città. E la devozione a Maria è la gioia segreta di ogni abitante Sessa.

La preghiera è capacità di porsi di fronte problemi della condizione umana, che la storia continuamente suscita e che da sola non risolvere. La preghiera è sostanza intellettuale  e morale; è vera cultura di popolo ed è radici e definitiva liberazione.

E il Sessano, anche di perplessa estrazione religiosa, sa pregare; ricorre alla “Madonna del Popolo” con la fiducia illimitata, che rivolge alla propria Madre. »

+ Raffaele Nogaro, lì  11 ottobre 1989

Generazione Aurunca porge gli auguri più sinceri a tutti i fedeli, affinchè tradizioni di fede come queste non vadano mai perdute e sempre valorizzate, poiché, come dice il carissimo Mons. Nogaro: “la devozione a Maria è la gioia segreta di ogni abitante di Sessa”. PER CENTO ANNI!

(Ringraziamo l’amico Mariano Corbo per la grafica sull’immagine della Madonna)