Elio Meschinelli ha incarnato per anni l’essenza stessa della parte positiva, colta, solidale del Territorio Aurunco.

Dall’oratoria forbita ed elegante, mai pungente, sempre serena e accomodante, il “Preside” come da tutti veniva riconosciuto, era uno degli ultimi eredi di una tradizione culturale aurunca proveniente dall’apice del Liceo Agostino Nifo dei decenni  ’40,  ’50 e ’60, quelli che hanno sfornato professionisti, luminari e artisti di fama nazionale, oltre a professori di grande lustro (da Filippelli a Tommasino, da Grella a Izzo, da Simone a Lubrano alla Del Mastro).

La famiglia Meschinelli si era sempre contraddistinta per essere all’avanguardia intellettualmente a Sessa Aurunca, progressista e democratica.

La gioventù trascorse serena, ma fu funestata dalla perdita prematura di un fratello, Antonio, a cui il Preside Meschinelli era molto legato. Non fu questo l’unico momento duro della vita di Elio, che è sempre riuscito ad affrontare i dolori con la sua ferma e discreta fede;  le difficoltà, per fortuna,  si alternarono anche con grandi gioie. Prima tra tutte l’amore intenso per la moglie Anna e per i tre figli e, poi,  l’altra grande passione: la scuola.

Elio Meschinelli divenne dirigente, o meglio, Preside come lo si denominava allora, di un plesso grande ed articolato, il Florimonte di Sessa Aurunca, che gestì con grande perizia ed autorevolezza. Furono gli anni del boom di iscrizioni agli studi tecnici Ragioneria e Geometra, che raggiunsero numeri a quattro cifre e l’Istituto fiorì anche grazie a lui coadiuvato da professori di pregio.

Elio Meschinelli dedicò parte della sua esistenza anche alla vita politica militando nel Partito Socialista e ricoprendo incarichi consiliari fino al fatidico 1993. Era un uomo di sinistra, cattolico e moderato, riflessivo e poco avvezzo agli estremismi e alle furbizie.

Prima della sua scesa in campo, però, un altro lutto si inserì prepotentemente nella sua vita: una malattia lunga ed aggressiva portò via la sua amata moglie Anna. Furono anni difficili dedicati al lavoro e alla famiglia, che rimasero, comunque, i perni centrali della sua esistenza,  ravvivata dalla gioia di una figlia dedicatasi alla trascendenza della vita consacrata.

Nei primi anni novanta, l’Italia viveva un periodo di grandi sconvolgimenti politici e Sessa Aurunca ne seguiva le sorti.

La Democrazia Cristiana di Franchino Ianniello era in grave difficoltà e  Sessa Aurunca era pronta ad una rivoluzione culturale trasversale. Sinistra e Destra si unirono in una coalizione di salute comunale per battere lo strapotere della DC ed il rischio, allora ancora presente, di infiltrazione della criminalità organizzata nelle istituzioni. Alla fine, alle amministrative fu presentata una sola grande coalizione dai DS al MSI con il miglior candidato Sindaco possibile dell’epoca: Elio Meschinelli.

Nel Novembre 1993, pertanto, Egli divenne Sindaco di Sessa Aurunca, promuovendo un periodo di risanamento economico ed organizzativo. Il primo mandato fu, di certo, il più illuminato della storia di Sessa Aurunca dal 1993 ad oggi. Ciò non bastò, però, ad una riconferma…poichè alla fine della legislatura, una altra amarezza colpì Elio Meschinelli: molti dei suoi ex sostenitori politici ed alcuni partiti di sinistra,  DS e PSI in testa, gli preferirono opportunisticamente un’altra candidatura.

Per il Preside, che comunque tentò l’avventura solitaria con una lista di amici leali, fu una cocente delusione. Passarono vari anni e la sinistra aurunca, inquieta e divisa, riconobbe il valore di quell’uomo,  chiedendogli di nuovo una scesa in campo: era il 2002.

Elio Meschinelli, grazie al suo gran cuore in cui non c’era posto per il rancore, accettò e vinse, divenendo per la seconda volta il Sindaco della città di Sessa Aurunca.

Il secondo mandato fu più problematico del primo, ma egli continuò con serietà il suo lavoro di risanamento finanziario. Purtroppo, la storia si ripetette ed alla fine del secondo mandato nel 2007, gli stessi soliti alleati si divisero di nuovo sul suo nome e per alcuni compagni della sinistra, il suo nome non era più quello giusto. Ormai, il Preside Meschinelli aveva già vissuto il dolore dell’ingratitudine e non si scompose, presentandosi con una coalizione parziale di centrosinistra che al primo turno fu sconfitta dall’altra coalizione parziale di centrosinistra solo per una manciata di voti.

Era l’ultima esperienza politica, ma Elio Meschinelli usciva dall’agone politico a testa alta, mostrando coerenza, trasparenza e capacità che nessun uomo politico di Sessa Aurunca sino ad oggi ha eguagliato.

Intanto, si concludeva anche l’attivià lavorativa nella scuola, dopo decenni di duro e appassionato impegno. Iniziò un periodo di riposo meritato, dove si alternavano attività culturali e di collaborazione  con le attività della famiglia.

Il funesto evento che ha colpito una intera terra e che ha scosso le coscienze, anime auruche  che  hanno percepito forte il grande valore di quest’uomo. Elio Meschinelli è stato per decenni un simbolo di questo territorio, un esempio di onestà e di amore per la propria terra.

Un simbolo virtuoso dello spirito Aurunco,  che resterà di certo un riferimento indelebile nella storia di questa città.

Generazione Aurunca