Servizi Sociali, Contrasto alla Povertà, politiche di integrazione: Un Comune accanto a tutti
La situazione economica del Comune di Sessa Aurunca, come in altre zone d’Italia , ha avuto un brusco peggioramento in questi anni. La chiusura di fabbriche,le problematiche croniche territoriali di disoccupazione giovanile, l’assenza di prospettive lavorative, stanno rendendo Sessa Aurunca centro, ma anche l’intero territorio, soggetto a sacche ampie di povertà o di difficoltà temporanea.
Una Amministrazione Comunale lungimirante deve programmare e deve organizzarsi in modo da aiutare ed essere vicina alle fasce più deboli e ai meno fortunati. In questi anni, hanno sopperito con grande passione e capacità, le organizzazioni ecclesiastiche della Diocesi di Sessa Aurunca,ma non bastano. Serve ora un piano comunale a lungo termine trasparente e chiaro per il futuro, affinché si affrontino le emergenze dei cittadini in difficoltà.
Non pietismo, non assistenzialismo becero, non clientela, ma razionalizzazione delle risorse comunali per i casi più difficili ed urgenti.
L’idea è semplice ed efficace. Suddividere in due piani l’assistenza.
1- Sostegni ed Agevolazioni comunali
Bisogna alimentare e riorganizzare il capitolato-fondo per i contributi economici comunali che già esistono (o sono da istituire) come gli assegni per il nucleo familiare,le richieste di contributo economico temporaneo, assegno di maternità, riduzione retta asili nidi,borse di studio e aiuti per il diritto allo studio e le richieste contributo di sostegno abitazioni in locazione.
Questo fondo di “contrasto alla povertà” deve essere irrobustito e deve includere anche l’Assegno di Cura per le non autosufficienze e nuove povertà(coloro che si occupano dell’assistenza continuativa e della cura a domicilio delle persone non autonome)
2 -Ristorazione sociale e alloggio urgente
Per qualsiasi avversità della vita, chi rimanga temporaneamente senza soldi, il Comune non ha mai predisposto una soluzione che consenta un ricovero notturno o un piatto caldo a chi si trova in stato di necessità. Esistono solo iniziative caritatevoli private. Deve essere un compito precipuo dell’Amministrazione Pubblica predisporre dei coperti giornalieri e dei letti per coloro che versano nel più cupo disagio.
Ecco perché è fondamentale predisporre un luogo ove prevedere la fornitura di almeno 1 pasto completo giornaliero e dove è possibile alloggiare nei casi estremi.
Questo servizio deve essere coordinato dall’Ente Comunale,anche in collaborazione con enti privati o religiosi, ma deve essere l’ambito pubblico a fornire un piano organizzativo di contrasto alla povertà.
A questo si aggiunge anche l’idea di creare una rete che raccolga tutti i prodotti in scadenza(ma non scaduti e quindi ancora buoni) dagli esercizi commerciali(che pagherebbero molto meno rispetto ai costi di distruzione) e creare una distribuzione per chi non se li può permettere. Per gli esercenti sarebbe un risparmio perchè i costi di smaltimento degli scaduti sono molto alti e si farebbe del bene verso le famiglie meno fortunate. (vedi Pane,latte ecc)
Promuoveremo le politiche dell’inclusione, dell’integrazione e della convivenza a favore dei categorie più deboli: superamento delle difficoltà degli stati sociali più “esposti e più deboli ” (l’infanzia,gli anziani e i diversamente abili),troveranno adeguata risposta nell’incremento dei servizi e di una loro migliore qualità. E’nostro impegno attuare una politica a sostegno e alla valorizzazione delle realtà sociali organizzate; l’associazionismo,sportivo,culturale e religioso, consulta dei giovani e delle donne,associazioni di volontariato, Trasporti pubblici per diversamente abili, scuola e assistenza.

Per quanto riguarda gli anziani impegniamo a ripristinare il servizio di aggregazione sociale “centro intergenerazionale”. Favoriremo la parità di genere, il capitale umano femminile è essenziale per lo sviluppo economico del territorio. Promuoveremo la cultura di genere anche all’interno della pubblica amministrazione, attivando un processo di sviluppo,ossia un approccio pluralistico che valuta la diversità di genere(uomini e donne). Le politiche di pari opportunità come le politiche di sviluppo hanno maggiore probabilità di rispondere alla domanda di intervento quanto più sono progettate e implementate da “vicino”, dalla popolazione che ne esprime il bisogno.
DIVERSAMENTE ABILI
La persona diversamente abile è un individuo con una propria identità, con una propria connotazione, con delle caratteristiche proprie. Egli ha sempre saputo non solo di essere portatore di una disabilità, ma anche di essere innanzitutto una persona.
Intendiamo farci carico di un’azione politica rivolta a considerare il diversamente abile come un individuo affetto da limitazioni ma nello stesso tempo soggetto di diritti ed aspettative dei quali una società civile deve farsi carico.
Sebbene i comuni abbiano delegato alle aziende sanitarie locali i servizi di assistenza e cura delle persone diversamente abili,crediamo che essi nell’ambito delle conferenze dei sindaci debbano farsi promotori di azioni rivolte a migliorare la qualità dei servizi e a promuovere una maggiore umanizzazione di essi.
In particolare intendiamo agire in consiglio comunale e nella futura amministrazione per:
a) Prevedere centri di ritrovo ricreativo per diversamente abili
b) In linea con la nuova normativa regionale promuovere l’affidamento di servizi (manutenzioneareeverdi,piccolemanutenzioniordinarieetc..)acooperativesocialiche promuovano l’inserimento lavorativo di cittadini diversamente abili;
c) Promuovere un piano Marshall di eliminazione delle barriere architettoniche sul territorio comunale;
d) Prevedere finanziamenti a progetti che incentivano azioni di autoaiuto tra le famiglie dei  diversamente abili;
e) Istituzione di soggiorni climatici per diversamente abili e le loro famiglie;
f) Attivare forme di finanziamento per quelle famiglie che necessitino forme di assistenza per i loro familiari diversamente abili nelle ore non coperte dalle strutture convenzionate ;
g) Promuovere la pratica sportiva tra i diversamente abili attraverso finanziamenti e la messa a disposizione degli impianti che allo stato
ANZIANI
Le conseguenze dell’invecchiamento della popolazione hanno una forte ricaduta sulla strutturazione dei servizi sociali: risulta quindi necessario e urgente incrementare l’attenzione alle esigenze della cittadinanza anziana in termini di assistenza e di supporto specifico,ma anche in materia di attività ricreative e iniziative mirate di tipo culturale e sociale. Fortunatamente il Paese è sempre più caratterizzato da una crescente presenza di popolazione longeva, in molti casi in ottimo stato di salute e in questo senso le persone della cosiddetta“terza età”sono anche,e sempre di più,una risorsa viva ed insostituibile per il benessere della nostra città. In quest’ottica gli ambiti di maggiore impegno risultano:
1.l’incremento delle iniziative tese alla valorizzazione della persona anziana nel proprio contesto familiare e nel tessuto sociale,come soggetto rilevante per la società (spazi dedicati all’interno dei vari quartieri, collaborazione con le circoscrizioni per iniziative di tipo culturale e sociale, convenzioni speciali al fine di sviluppare progetti che favoriscano il contatto tra diverse generazioni);
2.l’istituzione di supporti e provvidenze per i nuclei familiari al fine di favorire il mantenimento della persona anziana al proprio interno,evitando il ricorso all’istituzionalizzazione, spesso da correlare alla caduta in sindromi depressive e allo sviluppo di processi di decadimento fisico e psichico;
3.la creazione di centri diurni per anziani,anche parzialmente autosufficienti;
4.lo sviluppo di un servizio di screening della popolazione anziana
Dedicato al supporto di tutte quelle situazioni in cui le persone sole intendono continuare a condurre vita autonoma;
5.la sempre maggiore promozione,in collaborazione con le ASL,di un’assistenza domiciliare integrata come insieme combinato delle prestazioni socio-assistenziali e sanitarie erogate a domicilio a favore di anziani parzialmente autosufficienti o non autosufficienti,a sostegno dell’impegno del nucleo familiare;