Il lodo ECO4 finisce alla Camera dei Deputati. A presentare l’Interrogazione a risposta scritta, nel corso della seduta n.322 di venerdì 31 ottobre 2014, è stata Carla Ruocco, deputata del M5S E Vice Presidente della Commissione Finanze. Nell’interrogazione parlamentare viene, anche, citato un articolo apparso sul nostro sito nel mese di giugno 2014.

Ecco il testo:

Al Ministro dell’interno. — Per sapere – premesso che:
il Comune di Cellole, avvalendosi del Decreto Legislativo 22/97 Ronchi, affidava con un contratto di affidamento, a far data dall’ottobre 2001, il servizio integrato della raccolta e smaltimento dei rifiuti alla Società Ecoquattro (società a compagine societaria mista costituita dal Consorzio Ce4 – di cui faceva parte il comune di Cellole – e da privati);
subentrava una controversia tra il comune di Cellole e la «fallimentare» Egeaservice Spa (società subentrata in continuità alla Ecoquattro) conclusasi con un Lodo Arbitrale n. 527 emesso in data 16.09.2014 che, rigettando gli argomenti del comune, di fatto condannava l’amministrazione di Cellole al pagamento dell’importo quantificato in approssimativi 7 milioni di euro;
il comune di Cellole sosteneva, in corso di giudizio, che nulla era dovuto alla EgeaService Spa poiché l’incasso della tariffa avveniva attraverso il meccanismo della riscossione diretta della medesima società affidataria andando a coprire tutti i costi del servizio ma il collegio arbitrale però, rigettava gli argomenti del comune;
al di là delle evoluzione strettamente giuridica della vicenda, occorre sottolineare che, il comune di Cellole, sito nella provincia di Caserta, è stato anche coinvolto in alcune vicende giudiziarie relative proprio il consorzio CE4 e che, in questi giorni stanno avendo il massimo risalto anche dalle testate giornalistiche o più genericamente dai mass media;
il comune si vede infatti chiamata in causa, unitamente ad altri, per effetto delle dichiarazioni del pentito Valente, ex presidente del consorzio di bacino dei rifiuti CE4, il cui braccio operativo era proprio la società ECO4 dei fratelli Orsi;
«il Consorzio CE4, aveva sede legale a Sessa Aurunca, con finalità statutarie nella raccolta e smaltimento dei rifiuti, costituito da 20 Comuni (Mondragone, Cellole, Sessa Aurunca…) della provincia di Caserta e dalla società ECO4: una società mista a prevalente capitale pubblico del CE4». Così si esprime il sito di informazione multimediale www.generazionearunca.it;
il Corriere del Mezzogiorno invece riporta che: «Gli affidamenti diretti dei comuni casertani raggruppati nel Consorzio Caserta4 alla società Eco4 dei fratelli Orsi, dal 2000 e per gli anni immediatamente successivi, non erano affatto legittimi. I comuni avrebbero dovuto esperire una gara pubblica ma non c’era interesse a farla era più facile in questo modo far assumere attraverso l’Eco4 persone di loro gradimento». Tali affermazioni sono da attribuire al neo collaboratore di giustizia Giuseppe Valente che, rispondendo alle domande del pm della Dda Alessandro Milita, al processo in corso al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere che vede imputato l’ex sottosegretario del Pdl Nicola Cosentino per concorso esterno in associazione camorristica parlando della raccolta dei rifiuti nei 20 comuni del litorale domizio e dell’agro Aversano afferenti al Ce4. «Al Consorzio e al Commissariato per l’Emergenza – ha proseguito Valente – lo sapevano tutti che questo modo di procedere non era previsto da alcuna normativa»;
inoltre il comune di Cellole continua ad essere nel mirino di altre vicende legate allo smaltimento dei rifiuti. Si menziona il progetto del termovalorizzatore, progetto per il quale «Cosentino aveva offerto una copertura politica» (Il Fatto Quotidiano);
bisogna ricordare che «l’Onorevole Nicola Cosentino è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, perché ha aiutato consapevolmente il «clan dei casalesi» e in particolare perché:
1) si attivava con prefettura e Ministero dell’interno «al fine di impedire, come nel caso del Comune di Mondagrone, il corretto dispiegarsi della procedura finalizzata allo scioglimento dell’ente per infiltrazione mafiosa»;
2) creava e cogestiva il monopolio in attività controllate dalle famiglie mafiose, quali l’Eco4 spa nella quale il Cosentino esercitava – in posizione sovraordinata a Giuseppe Valente, Michele Orsi e Sergio Orsi – il reale potere direttivo»;
3) sfruttava le imprese suddette per scopi elettorali, anche mediante l’assunzione di personale» (Il Fatto Quotidiano);
proprio a seguito di tali elementi tratti dagli organi di stampa, che lasciano temere forme di collegamento con ambienti che appaiono quanto meno prossimi alla criminalità organizzata, anche al fine di rassicurare la popolazione locale rispetto al rischio di possibili infiltrazioni dirette o indirette della criminalità organizzata nella gestione di servizi pubblici locali di rilevante importanza, che potrebbero lasciare dubitare dell’alterazione del buon andamento delle amministrazioni comunali e provinciali coinvolte, nonché del regolare funzionamento dei servizi ad esse affidati sarebbe opportuno valutare la sussistenza dei presupposti per l’accesso presso il comune di Cellole ai sensi dell’articolo 143 del decreto legislativo n. 267 del 2000 –:
se il Governo non ritenga opportuno valutare se sussistano i presupposti, ai sensi dell’articolo 143 del decreto legislativo n. 267 del 2000, per disporre l’accesso presso il comune di Cellole. (4-06708)

Dati di presentazione dell’atto

Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 322 del 31/10/2014

Firmatari

Primo firmatario: RUOCCO CARLA
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 31/10/2014

Destinatari

Ministero destinatario:

  • MINISTERO DELL’INTERNO

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL’INTERNO delegato in data 31/10/2014