Era un dicembre 2010 freddo, ma non pungente. L’Amministrazione Di Meo era finita nel peggiore dei modi, con la sfiducia ed il commissariamento.

Un gruppo di transfughi aveva già programmato il passaggio nel centrodestra e, il futuro, per Sessa Aurunca appariva ancora nuvoloso.

Quel giorno la Sala dei Quadri del Comune di Sessa Aurunca era gremita sin all’inverosimile, con persone costrette a restare fuori. Semplici osservatori, cittadini interessati, politici, tanti giovani e molti sognatori, in quella mattina pensavano che quell’incontro sarebbe stata la svolta per il futuro del Territorio Aurunco.

Le premesse erano quelle, ma a qualcuno quel bagno di folla non piacque.

Quel giorno veniva presentato un libro particolare, diverso da tutti quelli presentati negli anni passati. Era un compedio di idee e di innovazioni per far uscire Sessa Aurunca dal guado economico con un progetto turistico senza precedenti, coraggioso ed ambizioso. Il testo veniva realizzato in condivisione con esperti del settore, soprattutto esteri.

Un Sogno Aurunco, edito da Corrado Zano, era un testo con l’illustrazione tecnica di un piano turistico integrato che avrebbe potuto donare a Sessa Aurunca e tutto il territorio un futuro radioso fatto di presenze, turismo di qualità ed investimenti.

A presentarlo, era un giovane avvocato 35 enne, Alberto Verrengia con la presenza di un parterre di eccezione moderata dal giornalista Oreste D’Onofrio, gli onorevoli Gennaro Oliviero, Massimo Grimaldi, i consiglieri provinciali Giuseppe Rocco, Giuseppe Fusco, ed il responsabile di Libera Antimafia, Simmaco Perillo,   poichè il ricavato del libro servì in seguito a costruire una opera e segnatamente un percorso della legalità con i nomi delle vittime, presso i terreni confiscati in Maiano.

Quel libro e quel progetto erano tanto innovativi quanto alieni rispetto ad una politica tradizionale che voleva cercare di conservare lo status quo e  per gli equilibri che si stavano formando in quei mesi. Erano giorni in cui si stavano programmando alleanze politiche tra partiti per le elezioni che si sarebbero tenute nel maggio successivo.

Il Candidato Luigi Tommasino era stato scelto per vincere con l’aiuto di alcuni gruppi di potere, mentre il centrosinistra era disgregato e indebolito.

Non tutti gli occhi erano sereni quel giorno. Troppa gente, troppo entusiamo…quel libro e quel progetto andavano fermati.

Da quel momento, uno strano ostracismo iniziò a diramarsi nei confronti di Verrengia e di alcune delle persone che lo avevano circondato in quella pubblicazione.

Un Sogno Aurunco fu accantonato e fu isolato,  anche se riuscì a vendere oltre 1000 copie.

La politica locale, non solo non accolse quelle idee, ma le sterilizzò isolandole da ogni partecipazione programmatica e partecipativa.

Quel Sogno però non morì. La forza di quei ragazzi, di quelle persone era stata solo temporaneamente fermata.

Caduti, essi si risollevarono. Difatti, pochi mesi dopo,  alcuni dei collaboratori di quel progetto che avevano contribuito alla redazione del libro, decisero di fondare una associazione. L’idea giunse da Enrico Forte ed altri lo seguirono.

Non una associazione qualsiasi, ma un Movimento Territoriale di ampio respiro che avrebbe dovuto permettere a quelle idee, a quel progetto di realizzarsi una volte per tutte, contro la conservazione e la clientela.

Nel Febbraio 2011 nacque Generazione Aurunca.

Generazione Aurunca è figlia di un grande Sogno, un Sogno Aurunco, per veder risorgere questa terra così speciale.

 

M.M. per Generazione Aurunca

video del 2010 di presentazione del Libro.

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