Una coincedenza, davvero, sorprendente in questo periodo di Pandemia da Covid19.  L’Italia, di oggi festeggia la Liberazione ed il ritorno alla Democrazia, ma gli antichi romani festeggiavano il 25 aprile, la liberazione da ogni malattia.

Tale data per l’antica Roma era una festività dedicata alla protezione dalle malattie del raccolto. Robigalia era una Festività romane rivolta a Robigus, il dio romano della Ruggine del Grano, durante la quale si compivano riti lungo i campi coltivati, perché questi non fossero colpiti dalla malattia, parassiti o funghi.

Nell’antico rituale, lo spiega bene Ovidio, chiamato “Ruggine del Grano”, il Flamen Quirinalis (Sommo Sacerdote) si recava in un bosco sacro dove offriva al dio Robigus libagioni e sacrifici, seguito da una processione di persone interamente ammantate di bianco.

Questa divinità venne percepita come maschile dagli autori più antichi (Varrone, Verrio Flacco e il suo epitomatore Festo) che parlano di un dio Robigus, mentre in età imperiale fu percepito come una dea, in quanto autori come Ovidio e Columella e i cristiani Tertulliano, Lattanzio e Agostino parlano di una dea Robigo (“Robigine”). Probabilmente il cambiamento avvenne per far corrispondere il genere della divinità con quello del nome comune robigo che in latino è femminile e indica la ruggine.

Una data che sia di augurio per una grande Nazione come l’Italia per uscire da un momento difficile della propria storia.

A cura di Alberto Verrengia

https://it.wikipedia.org/wiki/Robigus