Se esistesse il prototipo del napoletano autentico, appassionato e intriso di tradizione e ironia, Massimo Colatosti ne sarebbe un rappresentante perfetto.

Massimo ha arricchito il Territorio Aurunco con la sua presenza, scegliendo Corigliano di Sessa come residenza dopo aver trascorso la sua intensa vita nella sua amata Napoli a calcare le scene cinematografiche e a sorprendere tutti grazie alla sua infinita creatività.

Nasce nel 1955 nella Napoli più verace ed ha iniziato sin da subito ad emergere per le sue qualità recitative e la sua innata giovialità. L’incontro più importante, Massimo Colatosti lo avrà con lo scrittore e regista Luciano De Crescenzo con il quale inizierà una fattiva collaborazione nei suoi film. Sarà il film più significativo della cultura partenopea degli anni 80, “Così parlò Bellavista” (1984) ed il suo sequel “Il Mistero di Bellavista” (1985) che donerà a Colatosti i riflettori nazionali. Indimenticabile la sua scena del benzinaio e della fatidica frase “Tremila lire…s’avess ‘mbriacà“.

I suoi contatti artistici proseguiranno negli anni a seguire con i migliori attori e registi del paese da Nanni Loy a Giancarlo Giannini, partecipando ad alcuni film di alto profilo come  Ternosecco (1987), Scugnizzi (1989) e Croce e delizia (1995).

Negli anni ottanta Massimo sarà protagonista dell’epoca d’oro della cultura partenopea che abbracciò anche lo sport con le innumerevoli vittorie del Napoli di Diego Armando Maradona con cui esisteva una ottima amicizia come con altri giocatori della grande squadra di quegli anni.

Massimo Colatosti ha fatto parte di quella new age napoletana e meridionale  tra la fine degli anni settanta e gli anni ottanta dei Pino Daniele, Luciano De Crescenzo, Troisi, De Piscopo, Tony Esposito, James Senese, i TreTre, Andy Luotto, Eduardo De Crescenzo, Leo Gullotta, Allocca, Casillo e tanti altri che riportarono in auge la tradizione partenopea e meridionale.

Fortemente legato a Totò e ai De Filippo e agli anni d’oro del cinema napoletano, Massimo ha saputo anche immergersi nelle figure storiche della città come Pulcinella.

Negli anni novanta, ha partecipato al Maurizio Costanzo Show e tantissimi altri programmi di rilievo della televisione italiana così come ha iniziato a dilettarsi nella scrittura con la pubblicazione di opuscoli e libri molto apprezzati.  Massimo Colatosti ha, poi, sorpreso tutti con genialità di puro stampo napoletano, come la vicenda dei telefonini in affitto e con tante altre invenzioni.

Durante la sua maturità, ha scelto un nostro ridente paese del territorio: Corigliano di Sessa. Affascinato dalla sua tranquillità, dal calore dei suoi residenti, che subito hanno stretto con lui un bel rapporto di amicizia e stima.

Immancabile per chi voglia vivere un bel momento di recitazione del quotidiano, di napoletanità verace, di gioiosa ironia, recarsi a Corigliano e trascorrere un pò di tempo con Massimo Colatosti su una panchina del bel paesino.

La bella notizia per Massimo giungerà lunedì con la pubblicazione del suo nuovo libro dal titolo: L’autore si racconta al suo “autore ombra” edizioni Archimede Napoletano.

Generazione Aurunca rinnova l’affetto e stima nei confronti dell’amico Massimo Colatosti che con la sua presenza ha arricchito la nostra terra di cultura, simpatia e tradizione.

 

(a cura di Alberto Verrengia)