Passeggiando tra le frazioni di Sessa Aurunca

Come cambia il viaggio ai tempi del coronavirus? L’idea del viaggio, prima del lockdown, era spesso associata a mete esotiche o, comunque, lontane dalla propria quotidianità. La fase 1 del lockdown ci ha costretti a stare rigorosamente in casa, lasciando libera solo la nostra immaginazione. La fase 2, che limita il nostro raggio di azione alla sola regione di residenza o al più a quelle limitrofe, ci insegna a riscoprire le bellezze dei luoghi dove viviamo, che, spesso per superficialità o esterofilia, siamo portati a trascurare, come, ad esempio, Sessa Aurunca e la sua miriade di frazioni.
Sessa Aurunca è il primo comune della provincia di Caserta per estensione territoriale ed il secondo in Campania dopo Ariano Irpino. Conta un numero notevole di frazioni, ben 30, di cui alcune sono ben note come ad esempio Baia Domitia, mentre la gran parte è costituita da piccoli paesini, che rappresentano dei veri e propri gioielli da scoprire.
Due sono, in particolare, le frazioni che descriveremo, San Carlo e Corigliano, entrambe facenti parte della zona collinare e precollinare delle pendici del Monte Frascara, denominate “Toraglie”, anticamente fondo dei Toraldo. In particolare, i territori che governavano i Toraldo erano: Corigliano che era riconosciuto come il capoluogo dell’intero territorio, Aulpi, Cescheto, Zelloni, San Martino, Santa Maria Valogno, i 5 casali di San Carlo e Paoli.
San Carlo è una frazione collinare di circa 1000 abitanti, la più popolosa delle Toraglie, e si trova ad un’altezza di 300 m circa.
Il panorama che si ammira da San Carlo è spettacolare, comprende verso il mare tutto il Golfo di Gaeta, le isole pontine Ponza e Ventotene e quelle campane, Procida e Ischia e verso l’interno i monti Aurunci e i monti Ausoni fino ad arrivare a Montecassino illuminato dalle luci dell’Abbazia e tutta la piana di Cassino.
Tra i prodotti tipici ricordiamo il vino Aglianico, il formaggio caprino denominato “caso peruto”, le molteplici erbe spontanee, i funghi, gli asparagi, che è piacevole raccogliere anche facendo delle semplici passeggiate all’interno del Parco Regionale di Roccamonfina.
Il fascino di San Carlo è unico durante il periodo della vendemmia, quando è percepibile il profumo dell’uva appena macinata che viene trasformata in mosto e nei mesi da dicembre a febbraio con la raccolta e spremitura delle olive, di cui i terreni di San Carlo sono ricchi.
Corigliano conta circa 400 abitanti ed è circondato da grandi terreni collinari dove si produce del buon vino, ottimo olio ed è famoso per la produzione di ciliegie molto saporite. Merita una visita l’antica chiesa di San Lorenzo Martire,che è stata costruita sul tempio romano della dea Vesta.
Trovarsi ad agosto a Corigliano rappresenta un’occasione da non perdere per emozionarsi ascoltando la bellissima canzone scritta in onore di San Lorenzo Martire cantata dagli anziani del paese. L’ultimo dell’anno, invece, s’intona la canzone di San Silvestro, ritenuta benaugurante per l’anno in arrivo.
Passeggiando attraverso queste frazioni di Sessa Aurunca, il visitatore vivrà delle sensazioni di benessere e pace, che difficilmente potrà dimenticare, quasi come se si trovasse in un’altra dimensione del tempo.
A cura di Costantino Gagliarde, Angelo Stabile e Luigi D’Arienzo – ISISS Taddeo da Sessa – sez. Florimonte