Solo le grandi idee potranno salvare Sessa Aurunca. La città è sprofondata in una crisi economica e sociale enorme e non sembra riuscirsi a risollevare. A questo si aggiunge la pessima gestione politica di questi decenni, cieca ad ogni innovazione.

In pochi hanno pensato che la più importante ancora di salvezza del territorio fosse il turismo e l’enogastronomia. Turismo storico ed archeologico per Sessa Aurunca, turismo balneare in Baia Domizia, turismo artistico a Valogno e turismo enograstronomico nell’intero territorio.

Poche eccezioni, tra le quali la grande scommessa del Borgo d’Arte di Valogno per cui Dora e Giovanni stanno lottando da anni o le speranze mai sopite di rinascita di Baia Domizia dell’instancabile Gaetano Cerrito o le idee innovative sul turismo espresse nel libro “Un Sogno Aurunco” dell’Avv. Alberto Verrengia.

Fu proprio quest’ultimo nel suo libro ad accorgersi delle potenzialità del Castello Ducale di Sessa Aurunca come sito ricettivo per portare a Sessa centinaia di persone giornalmente e rivoluzionare la città. Far diventare il Castello, un luogo da favola per cerimonie matrimoniali o eventi di alto profilo. Rendere Sessa A. ed il suo meraviglioso sito storico, congiuntamente alle Chiese della città per la celebrazione del rito religioso (con una apposita convenzione con la Diocesi) luogo d’incanto per matrimoni da ogni parte d’Italia.

Nel luglio 2018, fu proprio Verrengia a realizzare personalmente questa idea. Tramite una importante associazione locale e grazie al tocco di classe della wedding planner Alessandra Odierna da Piedimonte, la sala esterna del Castello Ducale si trasformò in un luogo emozionante per un ricevimento. Luci soffuse, ottima cucina, fiori, tappeti, musica di classe e una atmosfera indimenticabile resero il monumento aurunco una location da favola di cui si parlò per giorni. Qualche tempo prima si svolse un matrimonio nella parte chiusa del Castello ed anche lì fu particolarmente suggestivo.

Alberto Verrengia lo ha dichiarato esplicitamente: “Abbiamo risorse economiche ferme, un patrimonio che non viene sfruttato. Io ci sono riuscito per una sera,  grazie alla forza dell’associazionismo privato, ma dovrebbe essere un progetto pubblico di ampio respiro. Lavorerebbero decine di persone della città, tanti giovani, ne beneficierebbero i negozi del centro storico ed avremmo stabilmente a Sessa Aurunca almeno duecento persone ogni giorno per partecipare ai ricevimenti. Sarebbe la prima e grande rivoluzione economica della città. Avremmo prenotazioni da tutta Italia ma anche da ogni parte d’Europa per sposarsi tra Cattedrale\Annunziata (se religioso) o Salone dei Quadri (se matrimonio solo civile)  e cerimonia conclusiva al Castello Ducale. Purtroppo siamo fermi all’epoca di “pappagone” e l’ignoranza regna sovrana anche nella classe pseudo intellettuale della città. Ci vuole coraggio e innovazione”.

Tale innovazione ha cambiato il volto economico di intere città basti pensare al Castello di Faicchio, di Limatola, di Montegioco e tanti altri sparsi in tutta Italia, soprattutto in Toscana, Umbria e Piemonte.

 

Sessa A: il Rotary Club e la notte magica del Castello Ducale di Sessa Aurunca.